Le Iene. Il contributo scolastico non è obbligatorio: Nadia Toffa, video 24 febbraio 2013

Contributo scolastico le ieneNadia Toffa ha realizzato per Le Iene un nuovo servizio molto utile ed interessante. Molte scuole pubbliche hanno introdotto una sorta di tassa obbligatoria che grava sulle tasche dei genitori dei bambini iscritti. Questa “tassa” si chiama contributo scolastico e, appunto, essendo un “contributo”, non è una tassa e non è obbligatorio.Esiste un decreto emesso dal Ministero della Pubblica Istruzione che ha ribadito, a tutte le scuole pubbliche, che questo contributo scolastico è assolutamente volontario e che la scuola non può chiederne coattivamente il pagamento. Di fatto, però, in molte scuole pubbliche italiane, questo contributo è diventato obbligatorio. Molti genitori che non ce la fanno a pagare anche questo ulteriore importo, hanno ricevuto una lettera minacciosa da alcune scuole. In questa lettera, sostanzialmente una vera e propria messa in mora, la scuola minaccia i genitori: se non pagheranno il contributo scolastico, potrebbero essere sottoposti addirittura a pignoramento. In realtà ciò non potrà mai avvenire perchè, lo ripetiamo, quella “tassa” che molte scuole chiedono è un contributo volontario e, come tale, non è recuperabile tramite pignoramento.
La situazione, comunque, è davvero disperata in alcune scuole. E’ accaduto anche che gli insegnanti abbiano letto, in classe, i nomi degli alunni che non avevano ancora pagato il contributo e, cosa ancora più grave, a questi stessi alunni non è stata consegnato il pagellino durante l’anno scolastico.
Nadia Toffa, allora, con la sua telecamera nascosta, si è recata in una di queste scuole per chiedere spiegazioni alla preside. Il quadro che ne è derivato è davvero allucinante. Una preside è arrivata, addirittura, a minacciare Nadia Toffa: “se non paghi il contributo scolastico, l’anno prossimo iscrivi tuo figlio in un’altra scuola”. Non è un’opzione, dunque, come prevede il decreto ministeriale, non è una scelta ma una vera e propria imposizione. E non è giusto. Il diritto all’istruzione è un diritto di tutti e per tutti. Ed è per questo motivo che lo Stato prevede diversi scaglioni di tasse scolastiche in relazione al reddito delle famiglie. Come si può, allora, chiedere alle famiglie di pagare un contributo fisso, uguale per tutti? Siamo davvero alla frutta?
E, allora, se da una parte è vero che la scuola pubblica ha subito troppi tagli a causa di una politica scellerata, se è vero che la scuola (così come mole altre istituzioni pubbliche) si trova, attualmente, in grande difficoltà., è pur vero che molte famiglie italiane fanno grandi sacrifici per far quadrare i conti e per mandare i figli a scuola. E Nadia Toffa questo lo sa bene. Come contemperare, allora, le due diverse esigenze? E’ giusto che i genitori che hanno maggiori disponibilità economiche paghino questo contributo per dare una mano alla scuola. Ma è anche giusto che chi non ce la fa non sia sottoposto al pubblico ludibrio in classe. Tra l’altro, il contributo volontario può anche essere scaricato nella dichiarazione dei redditi. Come? Tutte le informazioni ed il servizio shock di Nadia Toffa, lo trovate QUI.

 

Posted by Admin   @   25 febbraio 2013

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