Abbiamo dovuto attendere diciotto anni, da quando apparve Radioland (1994) ultimo film prodotto da George Lucas non connesso a franchise precedenti (Guerre Stellari, Indiana Jones). Ma oggi, 20 Gennaio 2012, l’attesa viene ricompensata con “Red Tails”: un’idea cullata per 23 anni, una realizzazione che ne è durata tre, ed una scommessa personale, sia artistica che finanziaria. Il genio che ha fondato la LucasFilm Ltd., e che solo qualche giorno fa ha annunciato la sua intenzione di “andare in pensione”, ha infatti dovuto autofinanziare il progetto, stanziando 58 milioni di dollari per la fase di realizzazione e 35 per quella relativa alla distribuzione (in fase finale Lucas ha raggiunto un accordo con la 20th Century Fox).
Red Tails si propone di celebrare, immergendosi nella storia della II guerra mondiale, la memoria di alcuni degli afroamericani il cui coraggio e la cui dedizione rimangono ancora per lo più ignorate dai canali ufficiali. La cornice storica è quella in cui si mossero i 996 piloti afroamericani del gruppo “Tuskegee Airmen” (formato dal 332nd Fighter Group e dal 477th Bombardment Group) di stanza nella base aerea di Ramitelli (8km a sud-est di Termoli) che, con le code rosse dipinte sui loro P-51 Mustang, fra il 1943 e il 1945 parteciparono a centinaia di missioni. Attraverso l’impeccabile servizio reso screditarono, dimostrandone palesemente l’infondatezza e l’ignoranza, uno studio del 1925 oltremodo razzista dell’Army War College con cui si affermava e si diffondeva a livello istituzionale la tesi secondo cui i soldati di colore erano privi dell’intelligenza, coraggio, e ambizione sufficienti per combattere in guerra. Nello specifico della finzione cinematografica la trama ruota intorno alla precaria amicizia che si stabilisce fra Joe Little (David Oyelowo), soprannominato Fulmine, e il suo superiore, Marty Julian (Nate Parker), chiamato Easy. Fulmine è uno scavezzacollo pieno di sè, un donnaiolo, che tende ad infrangere spesso il protocollo pur di esibire le sue abilità di pilota, separandosi dalla formazione per cimentarsi in incursioni all’ultimo minuto. Per quanto Fulmine è sbruffone Easy invece è apprensivo, incolpa se stesso per qualsiasi sfortuna accada e ha la tendenza a sedare le sue ansie con la bottiglia: nonostante questi difetti la sua vena eroica conferisce al personaggio una palpabile aura di solennità.
Qui sotto la locandina di “Red Tails”

UNO SGUARDO AL REGISTA E AL CAST
Scritto da John Ridley e Aaron McGrander, il film vede la partecipazione di Cuba Gooding Jr, Terrence Howard, Ne-yo, David Oyelowo e Nate Parker (e innumerevoli altri!). Alla regia si cimenta per la prima volta con un lungometraggio Anthony Hemingway, già assistente di regia per Jonathan Demme e Micheal Mann e regista di episodi delle serie-tv Csi New York, The Wire, True Blood e Treme (per girare gli episodi della serie ambientata a New Orleans il regista ha dovuto abbandonare il set dopo 50 giorni di riprese fra Praga e Croazia, coordinando l’ultima parte delle riprese da lontano). Secondo Hemingway, che parla di questa esperienza come di “un intenso lavoro d’amore“, i ritardi nella lavorazione del film, che hanno tenuto a lungo con il fiato sospeso gli osservatori ed i fan di Lucas, sono stati causati dalla difficoltà di reperire il giusto gruppo di talenti: Lucas infatti ha pretesto che tutti, il regista ed i giovani attori, fossero afroamericani. Non solo, sembra anche che il regista reputi il successo di questo film fondamentale per il futuro del cinema “di colore”.


GLI EFFETTI SPECIALI
In Red Tails George Lucas ha voluto perseguire uno specifico approccio tecnico, realizzando un progetto hollywoodiano su larga scala interamente digitale, dall’inizio sino alla fine, inclusa la proiezione nelle sale. A suo parere è questo l’unico modo per avere un effettivo e totale controllo sulla qualità visiva lungo tutta la catena di produzione (è ben nota l’ossessione che nutre per l’immagine “perfetta”). Rick McCallum, che ha affiancato spesso Lucas come co-produttore, ha optato per l’utilizzo di telecamere F35 della Sony, pensate e realizzate proprio per le esigenze dei cineasti come un’alternativa digitale alla pellicola 35 mm: per il direttore della fotografia Aronson si è trattato di un’esperimento del tutto innovativo, ma la F35 gli ha fornito comunque gli strumenti in stile pellicola con cui era abituato a lavorare. “La telecamera ci ha offerto la profondità di campo di cui avevamo bisogno e una vasta gamma di obiettivi cinematografici”, ha rivelato Meyers, il supervisore tecnico, aggiungendo:
Il bello del digitale è che si tratta di una realtà in continua evoluzione. La tecnologia su pellicola ha oltre cento anni di storia ma è cambiata molto poco nel corso del tempo, mentre la funzionalità digitale continua a progredire e gli strumenti diventano sempre più efficaci.
Gli effetti speciali sono a cura della Industrial Light & Magic, una costola produttiva della LucasFilm Ltd.
Mentre i critici già sollevano i soliti dubbi sulla capacità di Lucas di costruire film che possano essere ricordati per solidi impianti narrativi piuttosto che unicamente per la bellezza e spettacolarità visiva, attendiamo di sapere quale sarà la risposta della platea americana: avevano ragione i produttori che non volevano finanziare il progetto, sicuri che la storia e l’argomento non avrebbero conquistato il pubblico?
Purtroppo non è stata ancora comunicato se e quando il film verrà distribuito in Italia, ma nel frattempo manteniamo viva la speranza offrendovi sette minuti di girato del film…buona visione!:
IL TRAILER DI “RED TAILS”:
(Fonti: geektyrant.com, sony.it. screenrant.com, latimes.com)
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