Il Grande Gatsby con Di Caprio e Tobey Maguire sarà in 3-D!

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THE-GREAT-GATSBY-MAGUIRE-MULLIGAN-DICAPRIO-EDGERTON01Daniel Smith per il NYT ci regala un’anticipazione sulla prossima fatica del regista australiano Baz Luhrmann (“Australia”, “Moulin Rouge!”) che sta lavorando ad un costoso adattamento del celebberimo romanzo di F. Scott Fitzgerald “Il Grande Gastby”.
Luhrmann ha raccontato che l’idea di filmare “Gatsby” gli venne in mente una decina di anni fa, mentre, in viaggio sulla Transiberiana, sorseggiava vino australiano ascoltando in cuffia la registrazione audio del romanzo. Da allora il progetto è andato avanti e già da tempo conosciamo i nomi delle stelle che compongono il cast (Leonardo Di Caprio interpreta Jay Gatsby, Carey Mulligan è Daisy Buchanan e Tobey Maguire è il narratore, Nick Carraway), ma forse non altrettanto nota era l’intenzione del regista di servirsi della tecnologia 3-D. Naturalmente rispetto a quanto fatto tre anni fa dall’apripista Cameron (a cui il regista dice di essersi comunque ispirato), questa volta non si tratta di immergere lo spettatore in un’ambientazione fantasy, la Pandora di “Avatar”, appositamente creata, creando panorami mozzafiato e suscitando sensazioni di imminenza e pericolo, ma piuttosto di riuscire ad immergere le scene e la recitazione degli attori in un ambiente più intimo, raccolto, “percepibile”.
Il regista pare infatti intenzionato ad usare la tridimensionalità in scene narrativamente di impatto come quella in cui il marito di Daisy, Tom Buchanan (interpretato da Joel Edgerton), affronta Mr. Gatsby in una suite presso l’hotel Plaza.
Quello di Luhrmann è un’esperimento forse un pò pericoloso, ma necessario, poichè la spettacolarità, ed il costo del 3-D, cominciano ad essere guardati con scetticismo dallo spettatore, soprattutto nel mercato U.s.a., e il cinema ha bisogno di trovare una via per integrare questa tecnologia all’interno del proprio linguaggio senza che ciò risulti eccessivamente artificioso. Si tratta di quella che Michael Lewis, amministratore delegato di RealD , ha definito “la fase finale di maturazione del mezzo”, mentre Dan Fellman, per la Warner, ha dichiarato di essere stato catturato dall’uso quasi “subliminale” del mezzo osservato nelle scene già girate da Luhrmann:

“Era come essere immersi nella vita di Gatsby. Tu eri nel suo mondo, passeggiando da una stanza all’altra.”

Luhrmann, dopo “Romeo + Giulietta” (1996) torna ad adattare quello che viene considerato un testo sacro, rischiando un approccio sperimentale, ma si difende sostenendo che Fitzgerald, da modernista e amante del cinema qual era, non avrebbe potuto non approvare questo tentativo di trasporre la sua storia in 3-D.
(fonte: NYT)

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Posted by Ramon   @   17 gennaio 2012

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