Il Messaggero: la recensione!

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Matt Campbell è un ragazzo malato di tumore che abita troppo lontano dall’ospedale in cui stanno tentando su di lui una cura sperimentale. Così la famiglia, già economicamente provata dalla situazione del ragazzo, decide di fare un ulteriore sforzo trasferendosi nei pressi dell’ospedale. La nuova casa non è male, grande, spaziosa ma il suo costo più basso rispetto alle altre nasconde una oscura e inquietante verità. Ben presto Matt ma anche gli altri componenti cominceranno ad accorgersi di spaventose presenze riconducibili a riti magici tenutisi nell’abitazione decenni prima.

Il film, il cui titolo originale è The Haunting in Connecticut, si dichiara basato su di una storia vera. In realtà c’è di vero che tra gli anni ’70 e’80 la famiglia Snedeker ha abitato in una casa al 208 di Meriden Avenue in Southington (Connecticut) che si è scoperto essere poi sede di una camera mortuaria (nascosta nello scantinato). Il resto sembra essere solo la scrittura romanzata dei racconti dei signori Snedeker che a più riprese si sono trovati a raccontare gli strani avvenimenti di cui sono stati protagonisti (e che ancora più stranamente quasi mai coincidevano tra di loro). Detto questo veniamo al dunque…vale la pena vedere questo film? La risposta è senza dubbio positiva. Rispetto alla valanga di film Horror che ultimamente ha raggiunto le sale bisogna dire che il film in questione ha una marcia in più. Il regista, l’esordiente Peter Cornwell, riesce (senza strafare) a creare una tensione che dura per tutti i 90 minuti del film fino al (purtroppo intuibile) colpo di scena finale. C’è da sottolineare come, essendo un horror legato al soprannaturale, dobbiate a tratti spegnere il cervello per non chiedervi (e di conseguenza irritarvi) come mai i protagonisti continuino a rimanere al loro posto anche dopo le evidenti manifestazioni spiritiche, o come mai il prete di turno (intervenuto in aiuto della famiglia) decida di “ripulire” la casa nel bel mezzo della notte, senza luci, e con tutti gli abitanti dentro (che ovviamente devono “sopportare” la ribellione degli spiriti quando se si fossero riuniti in giardino sarebbe stato meglio). Insomma il buon senso e l’horror non possono andare d’accordo e bisogna accettarlo, pertanto ricordandosi di questo piccolo particolare il film diventa godibile, ben interpretato dai vari attori tra cui spicca Kyle Gallner novello mattatore di film horror (lo ritroveremo infatti in “Jennifer’s Body”, nel remake di “Nightmare” ). Interessante anche l’accompagnamento audio che, fatto di suoni “esoterici”, contribuisce degnamente a quell’atmosfera ansiogena che ci si aspetta da un film del genere.

Potendo dare un  voto direi che 6½ è una giusta ricompensa per l’esordiente regista!

Posted by Admin   @   23 agosto 2009

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Commenti
Ago 23, 2009
10:45 am
#1 Enry :

Ottima recensione: il film è da 6 1/2 anche per i miei gusti! 🙂

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